Az.agricola Roberto Anselmi
via S.Carlo, 46
37032 Monteforte d'Alpone (VR)
Titolare/proprietario: Roberto Anselmi
Vini prodotti: Capitel Foscarino IGT, I Capitelli IGT, Capitel Croce IGT, Realda IGT, San Vincenzo IGT
La storia dell'azienda: fondata nel 1948 dal padre dell'attuale titolare, è una delle aziende "top" del veronese e d'Italia nella produzione di grandi bianchi, passiti e non. Fino al 2000 le sue bottiglie recavano la denominazione, proponendosi tra le massime espressioni del Soave, in seguito però scelsero la libertà di ricercare l'eccellenza nella massima autonomia. Gli ettari vitati sono una settantina, metà dei quali di proprietà, e di questi 30 rientrano nella celebre zona del Foscarino, da cui ricava poco meno di 500 mila bottiglie l'anno. Fitti gli impianti - fino a 7000 ceppi/ha - autoctoni e internazionali i vitigni coltivati: garganega, chardonnay, cabernet sauvignon, in posizioni quasi esclusivamente collinari. Splendida la cantina, dotata delle più avanzate tecnologie, da vedere soprattutto la sala degustazione, nella quale troneggia una suggestiva scultura dedicata agli acini dell'uva più importante della zona.
L’assaggio:
VENETO BIANCO PASSITO2006 - Roberto Anselmi
Sotto-zona/cru: Monteforte d'Alpone (Verona)
Varietà: Garganega 100%
Denominazione:IGT
Grado Alcolico:13%
Collocazione geografica: Monteforte d'Alpone e Soave
Annata: 2006
I vigneti sono situati in alta collina ed il terreno è di origine vulcanica (in prevalenza costituito da tufo vulcanico e calcareo in alcune parti). Le viti sono allevate a cordone speronato permanente e la resa per ettaro dopo l'appassimento è di 12 ettolitri. La vendemmia avviene manualmente solo per i grappoli più maturi e spargoli, raccolti in piccole casse (plateaux) ad un solo strato. I grappoli sistemati in cantina vengono ulteriormente cernitati, distanziati tra loro e messi ad appassire in stanze ben ventilate. Nel mese di dicembre gli acini presentano già una buona copertura di muffa o botrite nobile. La vinificazione viene effettuata alla fine del mese di dicembre tramite pressatura in pressa pneumatica. Il mosto dolcissimo viene lasciato fermentare naturalmente in piccole botti di rovere (100% rovere di Allier - foresta di Troncais) A fermentazione avvenuta, dopo due travasi il vino rimane a maturare nelle stesse barriques per 8 mesi. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia per ancora anno.
Colore ambra, è lucido e denso.
Profumo intenso, persistente. Al naso è intrigrante si notano profumi che ricordano albicocca in confettura, miele di zagara, scorza di arancia e fichi secchi, tutto elegantemente fuso a frutta secca e crema pasticciera al limone
In bocca è amabile, pieno e saporito, elegante caldo con sensazioni gustative coerenti con quanto appreso al naso
Il finale è morbido e suadente con qualche nota amara
Un vino da meditazione e da dessert
Provatelo con una crostata di mele o una torta di mandorla
...Ultime notizie sul caso che si leggono sui siti...
"E' una situazione seria quella che queste persone stanno affrontando, ma Michael Jackson non vorrebbe questo. Lui vorrebbe che vivessero": con queste parole Gary Taylor, presidente e titolare della MJJcommunity, il principale sito d'incontro per i fan della popstar, ha rivelato che, secondo i dati in suo possesso, almeno 12 persone si sarebbero tolte la vita per la morte del loro idolo. "Non riescono ad accettare la sua morte - aggiunge Taylor parlando a SkyNews -, sono piombati in una specie di realtà parallela. Credo che il funerale sarà il luogo in cui la realtà farà irruzione e si capirà che se n'è andato davvero e non tornerà".
Mi chiedo...possibile che la gente che si toglie la vita per la sua morta abbia come concetto assoluto di vita il suo idolo e nessun'altro valore?
Ragazzi siamo arrivati alla frutta
DALL’1 AL 5 LUGLIO A CEMBRA
Le 5 giornate del Müller Thurgau: il celebre vino mette in scena le sue aromatiche qualità
Il celebre vino bianco di montagna Müller Thurgau diventa ancora una volta protagonista dal 1 al 5 luglio
La Rassegna del Müller Thurgau rappresenta un’occasione unica per avvicinare e conoscere un vino dai risvolti inediti, attraverso momenti di degustazione guidata, laboratori e abbinamenti enogastronomici. Il programma prevede alle 18.00 l’inaugurazione della Rassegna con la partecipazione della Fanfara Alpina di Cembra e del Gruppo Costumi Storici Cembrani, dalle 19.00 alle 22.30 degustazioni aperte al pubblico presso la prestigiosa cornice di Palazzo Barbi a Cembra.
Spazio poi agli eventi di contorno tra cui Adagio con gusto, un’originale rassegna di concerti enogastronomici che coinvolgerà i presenti nella serata di venerdì 3 luglio. Una proposta multisensoriale offerta dall’Apt di Pinè Cembra, per far scoprire i profumi, i sapori, i colori e i frutti della terra trentina, lavorati dalle sapienti mani dei ristoratori e accompagnati da melodie ricercate.
La premiazione dei vincitori del VI Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau di sabato 4 luglio verrà arricchita da un altro importante momento di degustazione: “Sapori di…Vini in centro Storico”, itinerario enogastronomico con gli operatori della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra.
Durante
Approfondimenti inediti sul vino negli incontri tecnici che si svolgeranno durante le mattinate di venerdì 3 e sabato 4 luglio, che presenteranno le prospettive di sviluppo legate alla coltivazione del Müller Thurgau.
Le giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio saranno allietate dagli spettacoli teatrali I Sentieri della Memoria, da storie, leggende e contie del Trentino Alto Adige a cura de L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione dell’Aquila in collaborazione con il Coordinamento Teatrale Trentino. Rappresentazioni e riflessioni sulle più importanti e suggestive fiabe e leggende riguardanti il Trentino, tramandate da generazione in generazione di fronte al camino nei freddi inverni. Un percorso narrante capace di far scoprire gli aspetti magici e affascinanti della terra trentina e delle sue valli misteriose e selvagge.
Le giornate della Rassegna ospiteranno inoltre la seconda edizione del simposio di scultura lignea della Valle di Cembra, un percorso allestito in suggestivi avvolti ed anfratti, correlati in vari momenti all’enogastronomia e alla musica.
www.mullerthurgau-mostra.it
tel. 0461 680117
Sono tornato da Verona è sabato sera di una una giornata semi calda d’ estate a Roma. Nel cielo sono presenti delle nuvole grigiastre che oscurano i campi davanti casa mia , gli alberi sono mossi dalla leggera brezza. Disfo le valigie sono sudato anzi puzzo…mi faccio una doccia…ecco ora puzzo di meno..ci voleva. Apro le finestre e faccio passare un po di fresco. C’e un leggero venticello che mi accarezza delicatamente la pelle e rende il mio ritorno a casa più piacevole. Sfamo e disseto i miei canarini…pare che me ne sono grati
Rinfrescato apro il surgelatore prendo l’unica scatola di pesce rimasta.
Questa sera sarà alta cucina…. bastoncini di merluzzo impanati li accompagno con qualche pomodoro un goccio di vino…na pisciatella na salve regina e mene vado a letto
Città con oltre due millenni di storia, è oggi il secondo centro del Veneto per vivacità e consistenza delle sue attività economiche ed è una frequentata meta turistica internazionale.
Le dolci anse dell'Adige che l'attraversano e le colline che la cingono dal lato settentrionale ne determinano la bellezza e l'armonia paesaggistica.
Favorita dalla sua collocazione geografica, essa aveva probabilmente già un suo nucleo reto-etrusco ed euganeo, ma le prime notizie certe risalgono al IV secolo a.C..
In epoca romana fu un centro politico e commerciale di prima grandezza, di cui oggi rimangono tracce fastose, dall’ Arena al Teatro romano , dall’ Arco dei Gavi a Porta Borsari, dall'area archeologica di Porta Leoni a quella degli Scavi scaligeri . Quest’ultima zona, situata al centro della città, a due passi da Piazza delle Erbe, è divenuta durante il Medioevo sede del potere politico e amministrativo, ed in essa si trovano armoniosamente accostate o fuse insieme le vestigia di epoche diverse: dai resti romani ai grandi palazzi del Sette-Ottocento, passando attraverso l’architettura medievale, quella fiorita sotto la signoria degli Scaligeri, quella rinascimentale.
Tratto interessante e meno conosciuto sono le antiche mura della città, delle quali si conservano ancora cospicue porzioni in ottimo stato; presenti in perimetri via via più estesi a seconda dell’epoca della costruzione, conferiscono un aspetto particolare alla città e ci permettono di ricostruirne la storia.
Se delle due cinte successive erette dai Romani rimane ben poco (solamente un breve tratto della prima lungo l’attuale via Diaz, e una parete delle "Mura di Galieno", presso l'Arena), le mura comunali tra Castelvecchio e Ponte Aleardi, ricostruite dopo l’inondazione del 1239, sono ancora in ottimo stato. Il perimetro fatto erigere dalla signoria scaligera, concluso nel gennaio 1325, che racchiudeva un’area di
Le porte monumentali, le mura (in ottimo stato di conservazione per ampi tratti) e le fortificazioni, alcune ancora oggi in buone condizioni, testimoniano l’importanza strategica della città, ben difesa dalle aggressioni esterne.
Cucina
La cucina legata alla città di Verona è molto ricca e si differenzia, notevolmente, da quella povera ancor oggi in uso nelle zone venete di montagna che è caratterizzata dalla polenta, alimento che è presente in quasi ogni ricetta.
In particolare, a Verona, si cucinano carne di anatra e di faraona accompagnate dalla tipica salsa veneta chiamata "Peverada" fatta di brodo, spezie, burro, pangrattato e midollo di bue. Per quanto riguarda i primi piatti sono ottimi: i Bigoli (grossi spaghetti di grano duro) e gli Gnocchi di San Zeno, preparati per Carnevale e accompagnati dal tipico spezzatino di cavallo.
Nei dolci è da gustare il Pandoro di Verona, un soffice dolce di pasta lievitata che si consuma nel periodo natalizio.
Prodotti tipici sono: il radicchio di Treviso, il "formaio embriago" (formaggio dal gusto aromatico e piccante "ubriacato" con vino Cabernet e Merlot), il pecorino veneto (presente sia come caciotta morbida che come formaggio stagionato) e la ricotta affumicata (nella versione stagionata da grattuggiare).
Locali gourmet
Al bersagliere
via Dietro Pallone, 1.
La trattoria tipica al Bersagliere, situata nel centro storico di Verona, nel cuore dell'antico borgo dei Filippini offre una occasione vera per degustare gli antichi sapori veronesi.
In questo storico locale con amore fedele e creativa passione, propongono costantemente, rinnovate di nuova fragranza, le grandi e antiche tradizioni della cucina veronese e italiana.
L’osteria Al Carro Armato
Vicolo Gatto, 2a
edita da Slowfood per la proposta dei vini ricca e qualificata, è riconoscibile dall’insegna in ferro battuto ed è una delle più tipiche ostarie veronesi.
Ci si siede sulle panche ai tavoloni un po’ consunti, talvolta dividendo il posto con qualche turista o con gli anziani che giocano a carte. I vini alla mescita sono indicati sulla lavagna, quelli in bottiglia (più di un centinaio) sulla carta. Si può accompagnare il goto con una polpettina, oppure con nervetti in insalata o con uno dei piatti tradizionali pasta e fagioli, tagliatelle al ragù, pastisàda di cavallo, trippe, baccalà.
Ristorante Al Cenacolo
Via Teatro Filarmonico,10
Ristorante elegante, in pieno centro, a due passi da Piazza Bra. Offre una cucina tradizionale caratterizzata da carni alla brace. Piatti tipici del locale sono l'assaggio di tris di primi (maccheroncini, tortellini e risotto), prosciutto e bruschetta, parmigiana di melanzane, pomodorini, peperoni e verdure miste alle braci. Il piatto da non lasciarsi sfuggire è appunto la gran grigliata di carni miste. Ben fornita la carta dei vini.Servizio veloce e attento.
CARI AMICI MIEI E ANCHE NEMICI ME NE VADO A VERONA PER UN BEL CONGRESSO SCIENTIFICO
STUDIO E DEGUSTO....
COME SOFFRO!!!
SE VOLETE AUTOGRAFI MI TROVATE LI
SPERO IN FANS FEMMINILE CHE MI ACCOLGANO ALLA STAZIONE

La rivincità dei rosati, dopo la recente rinuncia da parte ella UE ai ragli tra bianchi e rossi
L'estate é il momento migliore per assaporare i rosati dell'ultima vendemmia che ancora conservano intatti gli aromi fragranti dell'uva pur essendo già sufficientemente morbidi e maturi. Inoltre a tavola le possibilità di abbinamento con i cibi stagionali sono pressochè infinite. Eppure fino a qualche tempo fa in Italia il vino rosato non lo voleva proprio nessuno, ma fortunatamente da qualche anno tutto è cambiato ed è anzi esplosa una vera e propria rosatomania, anche se molti li ritengono ancora dei vini ibridi, cioè ne’ carne ne’ pesce. Di fronte a questa affermazione l’indimenticabile Luigi Veronelli associò i rosati a dei preziosi ed impareggiabili “frutti di mare”!!
La seconda edizione di Italia in Rosa, la prima ed unica vetrina dei rosati d’Italia che andrà in scena a Moniga,
Fra le diverse novità, un premio a tre diverse categorie di etichette, una relazione scientifica sui rosati “sur lie” e i risultati di due inchieste sul nuovo successo commerciale della tipologia nella ristorazione e nella grande distribuzione.
L’appuntamento clou sarà sicuramente il talk show che si terrà nel parco della settecentesca Villa Bertanzi e che metterà a confronto i produttori di alcuni dei più famosi rosati d’Italia, con qualche gradita presenza estera.
Un ricercatore dell’Università di Palermo, il dott. Onofrio Corona, presenterà i risultati di una ricerca sull’affinamento sur lies dei vini rosati, mentre la giornalista Maria Cristina Beretta illustrerà le conclusioni di una doppia indagine sul rapporto fra i migliori ristoranti d’Italia e i rosati e le strategie di tre catene di supermercati nei confronti di questa tipologia.
Hanno già confermato la propria presenza: Massimo Lupi per
Ma per gli appassionati e per i degustatori professionisti il banco d'assaggio con centinaia di Rosè da tutta l’Italia e in più qualche sorpresa dall’estero abbinate ad assaggi gastronomici dei ristoratori di Moniga. Il banco d'assaggio si aprirà a partire dalle ore 14,00 di Sabato 26 Giugno fino alle ore 21,00 con un costo di ingresso di € 15,00 ridotti a € 10,00 per i lettori di Enotime Magazine (basta segnalarlo alla cassa).
Si riprende Domenica 27 giugno a partire dalle ore 11,00 (sempre €
http://www.gardaclassico.it/vini-garda.php/p-4x35x134/Italia_in_Rosa.htm
Fame Nel Mondo: Onu, Oltre Un Mld Affamati; e' Record
(AGI) - Roma, 19 giu.2009 - La fame nel mondo nel 2009 raggiungera' un livello storico con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione, secondo le nuove stime pubblicate oggi dalla Fao. Questo recente aumento della fame a livello mondiale non e' la conseguenza di raccolti non soddisfacenti, ma della crisi economica mondiale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione. Il che ha ulteriormente ridotto le possibilita' di accesso al cibo per i poveri, afferma l'agenzia delle Nazioni Unite. "La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in piu' rispetto all'anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della poverta' croniche", ha detto il direttore generale della Fao Jacques Diouf. "Questa silenziosa crisi alimentare, che colpisce un sesto dell'intera popolazione mondiale, costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, e intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo". "L'attuale situazione dell'insicurezza alimentare nel mondo non ci puo' lasciare indifferenti", ha aggiunto. Le nazioni povere, ha sottolineato Diouf, "devono essere dotate degli strumenti economici e politici necessari a stimolare la produzione e la produttivita' del loro settore agricolo. Gli investimenti in agricoltura devono aumentare, perche' per la maggioranza dei paesi poveri un settore agricolo in buone condizioni e' essenziale per combattere i problemi della fame e della poverta', ed e' un prerequisito indispensabile per la crescita economica generale". "La maggioranza dei poveri e degli affamati e' costituita dai piccoli contadini dei Paesi poveri. Cio' nonostante, essi hanno il potenziale non solo per garantirsi la sussistenza ma per stimolare una piu' vasta crescita economica", ha affermato Kanayo F. Nwanze, presidente Ifad. –
Ogni essere umano dovrebbe avere accesso regolarmente ad una quantità di cibo sufficiente, adeguata dal punto di vista nutrizionale e culturalmente accettabile per condurre una vita sana e attiva. Si tratta di un diritto non tanto ad essere nutriti, quanto ad avere i mezzi per procurarsi da mangiare con dignità ed autonomamente. Diritto riconosciuto non solo dal punto di vista morale economico e politico, ma anche come obbligo giuridico. I governi e le comunità di tutto il mondo infatti, hanno assunto l’impegno di rispettarlo, proteggerlo e realizzarlo per garantire a tutti un regolare accesso ad una vita dignitosa.
Ogni giorno vengono buttate via 4 tonnellate di alimenti perfettamente edibili. Molto si è ridotto ad un concetto consumistico consumare e sempre di più,questo ci impone l’economia.
Torniamo al concetto di sacralità del cibo rispettandolo
Gli italiani sono profondi conoscitori di vini e di gastronomia. Tutti chef e sommelier
Si fanno i corsi ci si occupa di enogastronomia a tutto campo scrivendo su blog e riviste, tutti sanno e tutti hanno la passione per i retrogusti, sentori, nuance, tannini. Eppure se si sbircia nei scaffali delle grandi distribuzioni il vino in cartone va a ruba. Ebbene si è vino pure quello come mi disse una volta Stefano Bonilli e chiaramente io non ero d’accordo.
Nei carrelli della spesa raramente si vede una buona bottiglia in vetro e frequente si notano sull’angolino raccolte tre quattro confezioni di brik
Eppure nei salotti tutti parlano dei grandi cru e tutti parlano delle nostre eccelenze vinicole ;)) a volte ci scappa lo strafalcione ma tutti ne parlano ;))
Dati alla mano è evidente costatare che il fatturato dei vari vini in cartone ovvero “Tavernello”, “Castellino”, Ronco ecc vantano fatturati enormi
C’è qualcosa che non funziona nella comunicazione
L’alimentazione fa parte di quelle pratiche del sé che ci aiutano a tracciare delle barriere simboliche fra noi e l’Altro ed in questo modo ci aiutano a capire meglio i significati del sé. Così, come ci hanno mostrato le diverse civiltà di cui ci siamo occupati, da quella greca a quella italiana o francese o cinese, la condivisione dello stesso cibo introduce le persone nella stessa comunità e le rende membri di un’unica cultura. Il cibo così come crea delle appartenenze, allo stesso modo sottolinea le differenze e serve a separare “noi” dagli “altri”. “Attualmente l’alimentazione è uno dei display più importanti per delimitare barriere ideologiche, etniche, politiche, sociali, o al contrario uno dei mezzi più utilizzati per conoscere le culture “altre”, per mescolare le civiltà, per tentare la via dell’interculturalismo; il cibo è anche un meccanismo rivelatore dell’identità etnica, culturale, sociale.
[Scholliers, 2001]